Sensori di prossimità: soluzioni complete con Omron

Sensori di prossimità: soluzioni complete con Omron

Il primo interruttore a contatto a transistor è stato sviluppato da Omron nel lontano 1959/1960. Da allora la società si è specializzata nello sviluppo di sensori di prossimità, tanto da diventare oggi uno dei leader nella produzione.

Quante sono le varietà di questa tipologia di sensori? E perché Omron è un player così importante sul mercato?

Alla seconda domanda possiamo rispondere facilmente. L’esperienza maturata negli anni ha fatto diventare la società un produttore talmente specializzato da riuscire a vendere circa 5milioni di proxy all’anno! Un bel risultato direi! Omron investe molto sulla tecnologia e produce diverse tipologie di questi sensori.

I sensori di prossimità induttivi riescono a rilevare, entro la loro distanza di lettura, un oggetto metallico, ferroso, grazie al campo magnetico che generano. I sensori di prossimità capacitivi, invece, riescono a rilevare oggetti di diversa natura (vetro, plastica, liquidi), grazie alla loro capacità di generare un campo elettrostatico e di misurare la variazione di capacità al passaggio di un oggetto.

E la schermatura quanto incide sulla scelta del sensore da utilizzare? I sensori di prossimità schermati hanno distanze di rilevamento maggiori rispetto agli altri. Quindi per il montaggio a filo del metallo, conviene scegliere un sensore schermato. Quando si utilizzano invece i sensori non schermati ricordatevi di rispettare le distanze minime indicate da catalogo.

Criteri di scelta:

  • Distanza di rilevamento
  • Schermatura
  • Grado di protezione
  • Uscita – interfacciamento
  • Lunghezza corpo – dimensioni
  • Connessione
  • Frequenza di commutazione
  • Alimentazione

Il grado di protezione di alcuni sensori è IP67 o IP69K. Rispetto all’IP67, che tutti conosciamo, e che riguarda la protezione dei sensori dalla penetrazione dell’acqua e della polvere, il grado IP69K garantisce protezione contro l’ingresso di acqua ad alta temperatura e ad alta pressione. Il test viene fatto spruzzando acqua a 80°C con una pressione che va da 80 a 100 bar. Il volume dell’acqua è compreso tra 14 e 16 l/min.

Alcuni sensori di prossimità sono inoltre compatibili con IO-Link. Questo sistema fornisce una comunicazione bidirezionale consentendo ai sensori di scambiare informazioni di stato e parametri operativi con il sistema di automazione.

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